Il coraggio ha a che fare con le azioni che cominciano dal cuore: nei desideri e nei bisogni risiede il carburante che mette in moto le azioni necessarie per farsi una vita soddisfacente, che abbia il sapore che ci piace.

Quando senti che ti mancano le forze od il coraggio per  migliorare la qualità della tua vita e raggiungere i tuoi obiettivi, con la mia professionalità ti accompagno nel percorso di scoperta delle tue risorse e nella realizzazione del cambiamento che vuoi.

Psicoterapia individuale

Cominciare un percorso di psicoterapia significa darsi l’opportunità di trovare il coraggio di dare un nome ai propri bisogni personali, di esplorare i propri conflitti interni ed esterni e di disegnare e percorrere la strada verso il proprio benessere ed il miglioramento della qualità della propria vita.

In questo percorso ‘delicatamente rivoluzionario’ è possibile che vengano messe in discussione le proprie convinzioni, le proprie abitudini e le proprie aspettative. Spesso viviamo pensando che ad un certo punto succederà qualcosa di diverso, che ci renderà soddisfatti della nostra vita, anche se continuiamo a comportarci sempre allo stesso modo. Aspettiamo che accada qualcosa di magico; e questa aspettativa finisce per aumentare il senso di malessere, la frustrazione e l’impotenza.

Metter mano a questo malessere ci restituisce l’accesso alla nostra energia, alla nostra vitalità, alla possibilità di rispondere ai nostri bisogni e metterci in cammino verso un cambiamento che ci renda più simili a quello che siamo veramente e finalmente soddisfatti della nostra esistenza. In questo cammino, diventiamo capaci di riconoscere, insieme ai bisogni, anche le parti di noi che spesso sono portatrici di desideri contrastanti, paure, vergogne, percezioni di inadeguatezza.

Con la psicoterapia individuale, ristabiliamo il contatto con quelle parti, che abbiamo lungamente costretto al silenzio e punito con il disinteresse; lasciamo che quelle parti dialoghiamo e questo permette di sciogliere il conflitto, trasformando l’energia conflittuale in un movimento collaborativo e gratificante. Impariamo a sentirci finalmente interi.

Psicoterapia di coppia

La coppia è una “creatura misteriosa e sfaccettata” che nasce nel momento in cui ci innamoriamo e scegliamo di condividere parte della nostra strada con un’altra persona; questa creatura si evolve, in funzione dei bisogni di ognuno e del progetto comune al quale quelle due persone scelgono di dedicarsi.

Tale evoluzione comporta un cambio di ritmo: scelgo di condividere la mia esistenza e la mia strada con un’altra persona, che, tanto quanto me, è portatrice di unicità e differenze.
Nelle fasi iniziali della relazione, accade che l’attrazione e l’innamoramento possano avvolgere tali differenze in un alone di fascino. Con la quotidianità, impariamo ad accorgerci dell’effetto che quelle differenze ci fanno, cominciamo a chiamarle difetti e ci chiediamo se la nostra storia insieme possa davvero funzionare. In questa fase, i partner si interrogano su quello che vogliono davvero, si domandano se sono soddisfatti, si accorgono di essere in crisi.

La crisi di una coppia è una frattura ed è anche l’opportunità di fermarsi e dedicarsi alle proprie emozioni e ai propri bisogni, individuali e dentro la coppia.

Il lavoro con le coppie consiste nell’accompagnare il confronto tra le diversità e nel facilitare il dialogo: il terapeuta promuove la comunicazione autentica ed efficace, basata sui desideri e bisogni del singolo e consapevole dei rischi legati al maneggiare la propria strada verso una vita soddisfacente, sia come individuo che come partner di una coppia.

Una fase delicata del lavoro con le coppie è l’allenamento ad imparare il linguaggio segreto dell’intimità e a nutrire il coraggio e sviluppare la scelta di parlarlo insieme al partner, anche quando questo porta ciascuno in una direzione differente.

Psicoterapia di gruppo

Creare uno spazio di condivisione nel quale le persone possano incontrarsi per elaborare insieme problematiche individuali è, in qualche modo, l’obiettivo principale della psicoterapia di gruppo.
La psicoterapia di gruppo ci offre l’opportunità di accorgerci che non siamo gli unici ad avvertire certe difficoltà esistenziali ed emotive.

Il gruppo è un luogo protetto, che ospita le differenti esperienze, culture, visioni del mondo di cui sono portatori coloro che scelgono quello spazio per lavorare su sè stessi e sul proprio malessere. Nel gruppo si pratica il rispetto delle differenze, l’alleanza ed il supporto, in una relazione di reciprocità e condivisione: impariamo a prestare attenzione all’effetto che ci fa l’incontro con l’altro e a dare valore tanto alla nostra quanto all’altrui esperienza del mondo.

Ruolo dello psicoterapeuta nell’ambito della psicoterapia di gruppo è quello di esercitare la sospensione del giudizio, facilitando l’integrazione e l’espressione delle differenze culturali e personali, anche tramite tecniche artistiche (il disegno o la manipolazione di materiali) oppure psico-corporee (meditazione, visualizzazioni), va ad agevolare i membri del gruppo nell’esplorazione e accettazione di se stessi e nella ricerca e sperimentazione di nuovi percorsi e strategie esistenziali alternative.

Terapia EMDR

EMDR, acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), è una pratica psicologica finalizzata a depotenziare il ricordo di eventi pericolosi e/o dolorosi che hanno generato, nella persona che li ha vissuti, convinzioni spiacevoli su di sé e sintomi (che frequentemente diventano disturbi da stress post-traumatico).
Nell’ambiente protetto della psicoterapia, il terapeuta accompagna la persona nell’esperienza di ricontattare l’evento subito, al fine di sciogliere le tensioni che nel corso del tempo l’hanno condizionata.

Quando parliamo di eventi traumatici, ci riferiamo:

  • Situazioni pericolose per l’integrità fisica propria o dei propri cari (incidenti, lutti in età molto giovane, catastrofi, aggressioni, abusi sessuali);
  • Esperienze ripetute e/o continue di microtrauma (abusi psicologici, trascuratezza da parte dei genitori, umiliazioni, svalutazioni personali).

Il ricordo di eventi traumatici lascia nella persona una duplice traccia: quella sensoriale/corporea, che ingabbia nel corpo lo stato emotivo sperimentato al momento dell’evento; quel bagaglio di pensieri e convinzioni negative su sé stesso (“sono in pericolo”, “sono inadeguato”, “sono debole”, “sono costretto”).

Metter mano ai ricordi ed alle immagini disturbanti, attraverso l’EMDR, permetti di fare ordine, alleggerendo il peso delle convinzioni spiacevoli (a cui, invece, vengono affiancate convinzioni positive) e sciogliendo le tensioni ingabbiate nel corpo e che facilmente diventano sintomi (umore depresso, irritabilità, apatia, dipendenze, disturbi del sonno, stati d’ansia e panico).

Dopo aver affrontato il ricordo con la terapia EMDR, il paziente sarà consapevole che l’esperienza fa parte del passato e sarà in grado di viverla in maniera distaccata, vedendolo come un ricordo lontano e non più disturbante dal punto di vista emotivo. L’esperienza viene utilizzata dunque in maniera costruttiva dall’individuo, integrandola in uno schema cognitivo ed emotivo positivo.

Dall’agosto 2013, anche l’OMS ha riconosciuto l’EMDR come un trattamento efficace per la cura dei traumi e dei disturbi correlati. Oggi, l’utilizzo delle tecniche EMDR viene effettuato anche per trattare patologie e disturbi psicologici data l’importanza che gli eventi traumatici hanno nelle diverse patologie.

Per approfondimenti visita il sito web dell’Associazione EMDR.

Scrittura trasformativa

“Ogni vita merita un romanzo”, ci dice Polster. E questo è il presupposto della pratica della Scrittura Trasformativa: accorgerci delle parole con le quali siamo abituati a raccontare di noi – notando quali sono le parole che avvertiamo appiccicate addosso tanto da farci sentire scomodi dentro la nostra esistenza – e sperimentare la scelta di parole nuove, diverse, libere.
L’esperienza di cambiamento sperimentata con la psicoterapia poggia spesso sulla scoperta di un senso nuovo, che la propria esistenza può assumere: dargli voce e parole permette di consolidarlo nella propria realtà.

Cambiare le parole con cui descriviamo noi stessi ci muove verso un cambiamento sostanziale del punto di vista che abbiamo su di noi e sul mondo: passiamo dal ripeterci all’inventarci e scopriamo di avere le risorse per correre il rischio di essere finalmente noi stessi.

Impariamo la scrittura a scuola e tendiamo ad usarla solo in contesti di studio o di lavoro, che ci irrigidiscono in una visione legata al risultato ed al giudizio. Nei percorsi di scrittura personale e trasformativa, propongo l’opportunità di scoprire come quello del raccontarsi sia un dono che ciascuno di noi ha e che spesso non riconosciamo come tale, incastrati come siamo dentro schemi di svalutazione di noi stessi.

Ed è così che ci si ritrova nella Bottega Poetica…

La poesia è l’arte del fare, un fare fatto ad arte… poesia è scombinare i punti di vista, mescolarli ed inventarne di nuovi. Poesia è un fare di bottega, dove smonti e capovolgi, giri e rimonti, avviti e spolveri, incolli e accartocci; e poi ricominci, finché non ti funziona e finché ne hai voglia. Per fare tutto questo c’è da togliersi le scarpe e camminare.

Come zio Paperone nel Clondike, c’è da setacciare l’acqua fino a scovare le pepite d’oro: maneggiare con coraggio e con fiducia le parole per trovare quelle che hanno il sapore del raccontare, perché se è vero che ogni vita merita un romanzo è anche vero che dentro la tua poesia ci sta tutto il tuo universo. Poesia è trovare il proprio senso alla propria strada. E quando il senso non si trova, allora lo si può inventare.
Bottega poetica è questo, un luogo nel quale puoi toglierti le scarpe ed inventare le parole per trovarti, giocando a fabbricarti l’esistenza giusta per te.

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