Un tuffo nel Cerchio delle Mamme: maternità e condivisione

art_cerchio-mamme_fotoL’abitudine delle donne di ritrovarsi per condividere curiosità e timori, sapori e ispirazioni, in momenti diversi della propria vita, ha una storia antica. Raccontarsi per conoscersi e metabolizzare i cambiamenti, trasformando l’energia incastrata nelle tensioni in una vibrazione leggera e creativa, è una specie di rituale che puntella le storie delle donne, accompagnato da profumi di tè e spezie, sapori di lacrime e biscotti, risate e sospiri.

Si può dire che nel solco di questa irrinunciabile tradizione abbia preso forma l’idea del Cerchio delle Mamme. Si tratta di una idea condivisa tra donne che condividono amicizia e passioni professionali. Una idea che ha subito preso forma di progetto ed esperienza; e che immediatamente ha trovato gambe per andare in giro a cercare lo spazio giusto, comodo e accogliente, nel quale esprimersi.

Il Cerchio delle Mamme è un’occasione di incontro tra donne accomunate dall’esperienza della maternità. E’ l’occasione per esplorare il proprio modo di stare al mondo, come donna e come madre, sperimentando di volta in volta i linguaggi che più hanno a che fare con il proprio benessere.

L’esperienza della maternità è densa di cambiamenti che vanno metabolizzati e di scoperte che vanno integrate nel proprio esser donna, insieme alle sensazioni ed alle emozioni che caratterizzano questo percorso. Nel Cerchio delle Mamme,  le donne incontrano altre donne e si rispecchiano le une nelle altre, condividendo dubbi e problemi, paure e capacità creative, dolori e sogni.

A partire dalle esperienze e dai desideri di ciascuna donna che vi prende parte, il Cerchio delle Mamme si muove esplorando territori differenti e maneggiando una molteplicità di temi che hanno a che fare con l’essere donna e madre. Alcuni dei temi che spesso sollecitano l’interesse sono:

–       Il parto: fantasie, aspettative, racconti, sogni;

–       L’allattamento, una scelta aldilà di convenzioni, prescrizioni e consigli;

–       La maternità: rituali quotidiani tra aspettative e realtà;

–       La trasmissione del sapere da neomamme a future mamme, familiarizzare con un neonato;

–       La maternità tra immaginario ed esperienze: le nostre madri, le nostre nonne e i miti familiari;

–       I linguaggi della maternità nella relazione (con i figli e con i compagni o le compagne);

–       Corpo di madre e corpo di donna: quel che  è amato, quel che è temuto, quel che è respinto;

–       Maternità e femminilità, tra aspettative e scoperte.

Le donne che stanno per diventare madri e le donne che hanno appena messo al mondo una bimba o un bimbo spesso si ritrovano sintonizzate su interrogativi e riflessioni simili.

Sto per partorire e non ho mai tenuto davvero un neonato in braccio: e se non fossi capace? Non ho la più pallida idea di come si cambiano i pannolini! Ho appena partorito, a chi posso raccontare questa mia esperienza? Sono l’unica che si annoia terribilmente a casa da sola col suo bambino? Sono l’unica a cui capita di non capire perché il suo bambino piange tanto? Ho la sensazione che la mia coppia stia cambiando e mi sento agitata e disorientata per questo! Faccio fatica a raccontare al mio compagno o alla mia compagna i miei timori: dove trovo le parole?

Il Cerchio delle Mamme  è uno spazio aperto alle donne in gravidanza, alle mamme  e ai loro bambini da 0 a 6 mesi. Le partecipanti, che lo desiderano, possono scegliere di tenere con sé nel Cerchio il proprio bimbo o la propria bambina; possono cambiarlo, allattarlo/a o preparare per lui o lei il biberon.

Gli incontri del Cerchio delle Mamme si tengono una volta a settimana, hanno la durata di 2 ore e sono guidati da due donne – Angela e Olivia, l’una psicologa e psicoterapeuta e l’altra doula e consulente alla pari in allattamento.

 

 

Se sei interessata, puoi scrivermi all’indirizzo info@angelaangelastro.it

Il perineo femminile, questo sconosciuto

red.purple.mandala.wc1_1Il perineo è un luogo misterioso e pressocchè sconosciuto, nelle sue caratteristiche e nelle sue potenzialità. E’ un luogo che ha profondamente a che fare con l’universo sensoriale ed emotivo di ciascuna donna in ogni momento della sua vita.
Il perineo, per la sua stessa collocazione anatomica, è legato alla sessualità di ogni donna e spesso, proprio per questa ragione, nel tempo è divenuto bersaglio di condizionamenti culturali che finiscono per interrompere il contatto di una donna con la propria energia vitale.
Condivido con Angela Nitti e Dalila Bucci l’idea che “(…) Ignorare il perineo, non curarlo, significa indebolire il nostro corpo e la nostra identità (…)”.
Ed è per questa ragione che sostengo la necessità promuovere e sostenere il dialogo che ciascuna donna può intraprendere con il proprio corpo. Si dice che quel che non siamo disponibili a dire, il nostro corpo finisce per urlarlo. Dunque, fare l’esperienza del dialogo col proprio corpo – e con il perineo, in particolare – può rappresentare un’occasione per sperimentare e dare spazio e sonorità a quella voce che ogni donna, per convenzione o per abitudine, per educazione o per pudore, finisce per tenere chiusa dentro di sè.

Per avviare questo dialogo intimo è necessario, innanzitutto, visualizzare dove si trova il perineo e come è fatto.

Il perineo è quella regione del  corpo che si trova tra la sinfisi pubica (in alto), il coccige (in basso) e le tuberosità ischiatiche (lateralmente). Nel perineo terminano tre canali: uretra, vagina e retto. Il perineo è formato da un piano cutaneo e un piano muscolare (pavimento pelvico), che insieme  chiudono la pelvi.

Il pavimento pelvico è formato da strati muscolari e legamentosi che, dall’interno verso l’esterno, sono: diaframma pelvico, diaframma uro-genitale, strato dei muscoli sfinterici superficiale, strutture fasciali e legamentose di rinforzo. Il pavimento pelvico è collegato alle principali funzioni neurovegetative, quali la sessualità, la riproduzione, l’evacuazione e la respirazione.

Nel pavimento pelvico, inoltre, si colloca la sede metaforica dell’inconscio e dell’istinto.

Come accade per ogni muscolo del nostro corpo, anche la muscolatura perineale si può allenare. Questo particolare allenamento, caratterizzato dalla percezione e dalla conoscenza tattile di questa muscolatura, promuove la consapevolezza dell’identità femminile; inoltre, concorre alla tonificazione della muscolatura con la conseguente possibilità di ampliare il piacere sessuale. Vi sono poi alcuni ulteriori buoni motivi per allenare e tonificare la muscolatura perineale*:

“- Sia che tu abbia avuto una gravidanza o no, può succederti di soffrire di incontinenza urinaria. Gli esercizi perineali prevengono l’insorgere di questo disturbo e/o migliorano le condizioni delle donne che ne soffrono.

– un perineo tonico e allenato previene l’insorgere di prolassi, migliorando la capacità di sostegno dei visceri.

– migliorare la circolazione pelvica prevenendo o dando un valido sostegno terapeutico a problematiche emorroidali o di stipsi.

– l’allenamento del pavimento pelvico aiuta a prevenire le cistiti ricorrenti.”.

Questo allenamento si può fare in molti modi, facendo ricorso ai cosiddetti  “esercizi di kegel”. Un esempio è quello del pipì stop, che permette di trovare consapevolezza di quali siano i muscoli da esercitare: a vescica vuota,  puoi provare  a contrarre la muscolatura come per trattenere la pipì. Un altro modo di allenare la muscolatura perineale è quello di usare le palline di keghel.

A valle di queste riflessioni, nasce l’esigenza di creare uno spazio intimo nel quale, con delicatezza ed allegria e con l’aiuto dell’ostetrica Ivana Arena, fare esperienza di questo prezioso dialogo con il perineo.

Se sei interessata e curiosa puoi scrivermi all’indirizzo info@angelaangelastro.it oppure contattarmi telefonicamente al numero 3204883132.

 

 

 

* http://www.angelanitti.it/blog/il-perineo-femminile-una-porta-nel-corpo-di-ogni-donna/